
Raramente capita di trovarmi tra le mani un album proghouse che mi eccita dalla prima alla dodicesima traccia, cupo, introspettivo, a tratti angosciante, niente banalismi o toni fuori posto, questo lavoro di Tom Glass, talento della Hope recordings capitanata dal grande Nick warren, ha espresso il significato più intenso della proghouse odierna capace di far viaggiare la mente stando seduti sulla sedia. Niiente trucchi e niente inganni, niente elementi di richiamoi per le grandi masse, ma tante atmosfere intense, melodie oniriche accennate e groove tanto quanto basta.














Siamo tutti consapevoli che amando e seguendo la musica elettronica mettiamo ogni giorno, ogni mese e ad ogni cambio di stagione i nostri gusti personali in gioco, sono molte le varianti che permettono alla musica di cambiare continuamente, e ogni volta che ci ancoriamo o ci affezioniamo ad un particolare sound è già l’ora di tornare a guardare avanti verso nuove sonorità e verso nuovi punti di vista, che piaccia o no, questo fa parte del gioco.




